

Lo spumante e lo Champagne. Nel
libro dei salmi, il Creatore viene rappresentato con una coppa
di spumante in mano, ciò testimonia da quanto tempo esso sia conosciuto,
anche se ottenuto con tecniche non proprio simili alle odierne.
Molte ampie e dettagliate citazioni risalgono all'epoca romana,
per essi lo spumante era una prelibatezza, citazioni le troviamo
in Virgilio (Eneide, Georgiche), Properzio (Elegie), Lucano (
Bellum civile), Columella. Dopo la caduta dell'impero romano e
l'inizio delle invasioni barbariche ci fu un periodo di decadenza
per la coltivazione della vite, che trova rifugio nei monasteri,
lì infatti, doveva essere prodotto almeno il vino per le celebrazioni
religiose. Nell'epoca successiva si assiste alla rinascita della
vite, d'altronde cominciava un periodo che riportava in luce il
piacere della vita e i vini frizzanti ne rappresentavano un ingrediente
essenziale. In questo periodo, molti medici quali Fracastoro,
Pisanelli, Bacci, descrivevano gli effetti benevoli di un moderato
consumo dei vini con bollicine per il corpo e la mente. Nel settecento,
iniziavano a nascere le prime imprese commerciali, lo Champagne
entrava nel mondo dei salotti, dell'aristocrazia e della nobiltà,
la Francia viveva uno dei periodi più spensierati retta nel 1715
da Luigi Filippo il quale, in verità, era più propenso a reggere
la coppa di Champagne. Tutto ciò che allora era di moda alla corte
francese, inevitabilmente era di moda, in breve tempo, in tutte
le altre corti europee, per cui lo Champagne divenne il vino dell'aristocrazia
mondiale.
