I dolcificanti
energetici.
Rappresentano una significativa fonte di energia. Sono sostanze naturali
(presenti negli organismi vegetali o animali) e partecipano alla formazione
della matrice dellalimento (quantitativi).
Saccarosio.
Il saccarosio rappresenta il comune zucchero da cucina ed è
composto da una molecola di glucosio e fruttosio unite insieme,
è estratto dalle barbabietole o dalla canna da zucchero.
La comparsa della sensazione dolce è lenta e tende progressivamente
a diminuire, non ha retrogusto. È utilizzato in pasticceria,
nei gelati, nelle marmellate e nelle bevande dolci, lo aggiungiamo
ogni giorno a cibi e bevande.
Fruttosio. Il fruttosio è presente negli alimenti
vegetali. Viene aggiunto agli alimenti come sciroppo o in forma
cristallina, si ricava dall'amido di mais. Ha contenuto energetico
analogo al glucosio (3.75 kcal/g). Il suo potere dolcificante è
del 100-175 % rispetto al saccarosio se in soluzione acquosa, intorno
al 180 % se in forma cristallina; col passare del tempo e a temperature
alte diminuisce il potere dolcificante. La sensazione dolce compare
e scompare rapidamente. Il metabolismo del fruttosio assorbito è
indipendente dall'insulina, è rimosso rapidamente dal sangue
dalle cellule del fegato.
Altri zuccheri. Fra gli zuccheri dolcificanti ricordiamo
il lattosio, lo zucchero invertito, il maltosio.
Polioli. I polioli sono presenti in natura o sono ottenuti
industrialmente per idrogenazione di carboidrati. Il sorbitolo è
il più comune in natura, si trova in mele, pere, pesche e
albicocche, il mannitolo è presente nelle alghe e nei funghi,
lo xilitolo si trova in diversi vegetali. Maltitolo e lactitolo
sono disaccaridi in cui lo xilitolo è accoppiato rispettivamente
a glucosio e galattosio mentre l'isomalto è una miscela di
glucosio-sorbitolo e di glucosio-mannitolo. I polioli sono meno
dolci del saccarosio, ma garantiscono una peculiare sensazione rinfrescante
che li fa preferire per talune applicazioni (gomme da masticare
e gelatine). I polioli in genere non sono cariogeni, queste sostanze
non sono infatti fermentate dai batteri della cavità orale
e non modificano il pH della placca. Ad alte dosi i polioli possono
essere lassativi, questa caratteristica è più evidente
per il mannitolo (ciò avviene con una dose di 20 grammi/die),
per gli altri polioli le dosi sono: sorbitolo (50 grammi/die), maltilolo
(100 grammi/die), xilitolo (50 grammi/die). L'apporto energetico
dei polioli è circa 2.4 kcal/g.
I dolcificanti
intensivi.
I dolcificanti intensivi, non nutritivi, non energetici e non quantitativi,
sono da trenta a varie migliaia di volte più dolci del saccarosio.
Il numero di molecole di questo tipo è elevato, solo alcune
sono di uso comune, le più importanti sono acesulfame K,
aspartame, ciclammato e saccarina.
Acesulfame K
Molto solubile in acqua, è anche stabile nel tempo e alle
alte temperature, per questo è adatto a dolcificare prodotti
da sottoporre alla cottura in forno. Il suo potere dolcificante
è 160-250 volte maggiore rispetto al saccarosio; possiede
un sapore deciso e netto ma, a concentrazioni elevate, anche un
retrogusto amaro-chimico. Non è metabolizzato dall'organismo
è quindi acalorico e viene escreto immodificato nelle urine.
La dose giornaliera accettabile (DGA) è fissata in Italia
a 9 mg./Kg di peso.
Aspartame
Laspartame è costituito dallunione di una molecola
di acido aspartico e da una di fenilalanina. La sua stabilità
dipende da umidità, pH e temperatura. Non si modifica in
ambiente secco, ma si decompone in presenza di temperature elevate,
soprattutto in ambiente umido perdendo il sapore dolce, è
inadatto quindi a preparazioni da cuocere in forno. Benché
abbia un contenuto energetico di circa 4 kcal/g, le quantità
utilizzate sono talmente basse da farlo considerare praticamente
acalorico. Laspartame garantisce una sensazione dolce simile
a quella del saccarosio, che tende a permanere nel tempo. Il potere
dolcificante varia da 130 a 250 rispetto allo zucchero comune.
La digestione intestinale dellaspartame produce anche fenilalanina
che è poi assorbita, è quindi controindicato nei soggetti
che soffrono di Fenilchetonuria. Nonostante alcuni dubbi, relativi
ad allergie, malattie neurologiche, tumori, ecc. provocati dallaspartame,
attualmente nessuna di queste relazioni è stata scientificamente
dimostrata. Non è cariogenico. La DGA è fissata in
Italia a 10 mg./Kg di peso.
Ciclammato
Ben solubile in acqua, il ciclammato è relativamente stabile
al calore e non igroscopico. Il potere dolcificante è modesto
a confronto con altri edulcoranti intensivi, 30-80 volte maggiore
rispetto al saccarosio. La gran parte del ciclammato ingerito viene
eliminato in 1-2 giorni con feci e urine. Dapprima bandito per una
presunta, mai provata in modo convincente, relazione con il tumore
della vescica, il suo uso è permesso in Europa ma non negli
Stati Uniti.
Saccarina
La saccarina è il dolcificante intensivo di sintesi conosciuto
da più tempo (la sua scoperta risale al secolo scorso) e
più utilizzato al mondo. La solubilità in acqua è
elevata (per i sali), è molto stabile al calore. Il potere
edulcorante varia da 300 a 500 volte quello del saccarosio, in relazione
alle concentrazioni e al tipo di alimento. La sensazione di dolce
insorge lentamente e persiste nel tempo; la molecola presenta anche
un retrogusto amaro, intenso ad alte concentrazioni, si cerca di
mascherarlo combinandolo con altre sostanze. La saccarina è
parzialmente assorbita ed escreta immodificata nelle urine; è
stato descritto un fenomeno di accumulo vescicale della sostanza
che giustifica le preccupazioni relative alla possibile insorgenza
di tumori della vescica; tali segnalazioni, tuttavia, provengono
da studi su animali mai confermati nelluomo. La DGA è
fissata in Italia a 2,5 mg./Kg di peso.
Altri dolcificanti intensivi
Edulcoranti intensivi utilizzati negli alimenti sono anche:
Il sucralosio (triclorogalattosaccarosio), è un derivato
del saccarosio in cui sono presenti tre atomi di cloro. Ha un potere
dolcificante pari a 400-600 rispetto al saccarosio, è solubile
in acqua, stabile al calore e assorbito in piccola percentuale.
Lalitame è il dipeptide acido L-aspartico -
D-alanina modificato chimicamente. Ha un potere dolcificante che
arriva a 2000 volte quello del saccarosio, con assenza di retrogusto
sgradevole. Viene assorbito in elevata percentuale, metabolizzato
per la parte aspartato, ed escreto con le urine, per quanto riguarda
il resto della molecola, dopo parziale conversione o glicurono-coniugazione.
La taumatina è una proteina estratta dal frutto di
una pianta africana, costituita da due molecole. È 2000-2500
volte più dolce del saccarosio; ha uno spiccato retrogusto
di liquirizia. È solubile in acqua ma degradata dal calore.
La Neoesperidina DC è ottenuta da sostanze presenti
nel pompelmo e nelle arance amare. È fino a 3000 volte più
dolce del saccarosio, con sensazione persistente nel tempo, ma il
suo retrogusto (liquirizia, mentolo) la rende adatta soltanto per
un numero limitato di alimenti. Termostabile, ha un effetto sinergico
spiccato quando usata con altri dolcificanti. Poco assorbita, viene
metabolizzata dalla flora intestinale.
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