ridi che ti passa.
Secondo la comicoterapia bisognerebbe farlo almeno dodici minuti al giorno. L’elisir di lunga vita?
É la risata: ridete e sarete sani!
Bisognerebbe scherzare per almeno 12 minuti al giorno. Gli effetti sono così benefici che cento o duecento risate valgono quanto 10 minuti di jogging. Lasciarsi andare e vivere situazioni divertenti sono un ottimo antidoto a tristezza e depressione.
Dolore e ansia abbassano le difese del nostro organismo, la battuta di spirito libera le tensioni e rilassa. Il riso fa buon sangue, insomma, come recita un antico detto.

La comicoterapia si basa solo su questo semplice ed elementare principio. Un atteggiamento mentale sempre più seguito, incentrato sulla risata e sullo star bene. Un portabandiera fra tutti: Hunter “Patch” Adams, il medico clown portato di recente sullo schermo da Robin Williams. In futuro questa disciplina potrebbe essere utilizzata negli studi medici come “ansiolitico” per i pazienti.

La comicoterapia fa bene a tutti: bambini, adolescenti, adulti, anziani, con qualsiasi tipo di patologia, non ha effetti collaterali, é anallergica, la posologia é "a piacere" e il sovradosaggio non esiste, non ha scadenza ed é disinquinante per l’ambiente ospedaliero.
Lo strumento della comicoterapia è fondamentalmente l’umorismo, ritenuto importante quanto l’amore; la terapia del sorriso si adegua alle persone e alle situazioni: per i bambini ospedalizzati, ad esempio, viene proposta la figura del clown di corsia, un personaggio che con il suo buon umore riempie di colori, musica e risate il reparto di pediatria.

Già Thomas Sydenham, autorevole medico del XVII secolo, affermava che "l'arrivo di un buon clown esercita, sulla salute di una città, un'influenza benefica superiore a quella di venti asini carichi di medicinali". Qualche secolo più tardi, lo stesso Freud, riteneva così rilevanti i motti di spirito da dedicarvi un intero libro.
A partire dagli anni Sessanta, sono cominciati i primi studi sistematici sulle virtù terapeutiche della risata.

Negli anni '80, il caso di Norman Cousins fece scalpore in tutti gli Stati Uniti.
Cousin era un noto giornalista scientifico che improvvisamente venne colpito da spondilite anchilosante, una grave alterazione delle articolazioni che porta progressivamente alla paralisi e alla morte. Il giornalista decise di curarsi seguendo un'insolita terapia: il ridere (tre-quattro ore al giorno di film comici) e la vitamina C ( assunta per flebo). A dispetto di ogni previsione, in capo a un anno, guarì completamente.

Da allora clown e film comici sono entrati nel novero delle medicine in grado di stimolare il sistema immunitario e potenziare il processo naturale di autoguarigione presso alcuni ospedali negli Stati Uniti e in Francia.

In questo contesto si colloca anche l'esperienza di Patch Adams il rivoluzionario
medico-clown americano, fautore di un'assistenza sanitaria vista come servizio e incentrata sui reali bisogni dei pazienti, dove la comicità è utilizzata per creare familiarità con i malati e ridurre il disagio e l'alienazione dei degenti.

In Italia Jacopo Fo è promotore di un appello semiserio al ministero della Sanità per il riconoscimento della comicoterapia come filosofia e vera e propria cura da introdurre nelle strutture sanitarie.
A tal proposito Jacopo Fo si interroga e si risponde sul valore terapeutico dello sghignazzo:


"Ma il ridere è solo una delle tante emozioni positive?
Se l'ira è il peggior nemico della salute, il ridere è il miglior alleato. Infatti ridere è una ginnastica psichica, fisica, mentale ed emotiva.
Durante una crisi di riso, succede un vero e proprio miracolo fisiologico. Nel riso si impegnano più di 60 muscoli, per piangere ne usiamo meno di 20.
Si modifica la respirazione, si usa il diaframma (pochi lo fanno normalmente), si rinnovano le riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio).
Si mobilitano le fasce muscolari più profonde (semi involontarie), soprattutto del ventre, creando un tonificante automassaggio rilassante.
Il cervello si "distrae", i pensieri negativi perdono il loro potere paranoico, la mente si distende, la vita sembra migliore.
Come il sonno, il ridere migliora la capacità del cervello di pensare lucidamente, scioglie la paura, esorcizza i cattivi pensieri.
Infine il ridere è un atto filosofico, un atteggiamento verso la vita. Crea una coscienza diversa del proprio rapporto con la vita e con la morte. Ingenera il sospetto che sotto le apparenze, il mondo sia diverso, suggerisce altri valori esistenziali.
Per questo ridere è zen. Anzi, come dicono alcuni maestri, ridere è lo ZEN."

E se ridere fa bene (dimostrato scientificamente) oltre che essere uno spasso di per sé… bè allora facciamolo il più possibile!

Un recente esperimento in un centro diagnostico di Roma ha rilevato che una situazione divertente può riuscire a ridurre del 40 per cento lo stato di agitazione. Per tre mesi, specialisti della risata terapeutica dell’associazione Ridere per Vivere, insieme con i medici della Spigc - la Società polispecialistica italiana giovani chirurghi - hanno inscenato nella sala d’attesa situazioni paradossali. Il risultato dopo il trattamento è stato positivo: il 95 per cento degli ignari spettatori ha detto di aver gradito l’iniziativa, mentre il 47 per cento l’ha ritenuta utile.

La comicoterapia, si è scoperto, può avere effetti straordinari. I dati più recenti parlano di una riduzione della degenza vicina al 50 per cento e del 20 per cento nell’uso degli anestetici.

Comicoterapia anche in ospedale
In Italia sono sempre più numerose le associazioni che stanno cominciando a introdurla negli ospedali. Al centro paraplegici di Ostia, a Roma, da qualche anno si sta sperimentando un progetto pilota per adulti mielolesi. É il primo caso in Europa applicato al recupero psicologico degli adulti che hanno perso l’uso delle braccia e delle gambe. All’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, invece, i clown-dottori sono ormai una realtà grazie ai fratelli Yuri e Vlad Olshansky, che hanno introdotto nel nostro paese il modello terapeutico del Clown Care Unit (sviluppato dal Big Apple Circus di New York). E proprio il Meyer ha concluso il primo corso di formazione al mondo per clown-terapeuti: 14 professionisti che lavoreranno in altri ospedali pediatrici italiani.
La risata viene coltivata anche in associazioni private. A giugno la Libera Università di Alcatraz, di Jacopo Fo, ha organizzato il secondo festival della Comicoterapia, con tanto di risoluzione finale del “Partito dei Claun”. Tra le proposte, l’istituzione della Giornata della risata in piazza in tutti i Paesi del mondo.

La mappa delle cliniche in italia
In questi centri, oltre alle cure tradizionali, medici e infermieri ricorrono alla terapia del sorriso per alleviare le sofferenze dei bambini.
- Ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
  Tel.055-5662304
- Ospedale Monaldi di Napoli, divisione di cardiochirurgia pediatrica.
  Tel.081-7062358
- Ospedale Gaslini di Genova.
  tel.010-56361
- Ospedale Bentivoglio di Bologna.
  Tel.051-6644372
- Dipartimento di pediatria, Università di Padova.
  Tel.049-821352
- Ospedale Vittorio Buzzi di Milano.
  Tel.02-33029032
- Clinica pediatrica De Marchi di Milano.
  Tel.02-57992478
- Istituto dei tumori di Milano.
  Tel.02-2390588
- Ospedale S.Gerardo di Monza, centro di ematologia pediatrica.
  Tel.039-23333530
- Ospedale Santa Chiara di Trento, chirurgia pediatrica.
  Tel.0461-364172
- Policlinico di Roma, oncologia pediatrica.
  Tel 06-499771

Kirighì é un’associazione di burloni, giocolieri, maghi, saggi che vuole diffondere la cultura del sorriso come strumento primario di assistenza e cura del malato, di terapia e prevenzione del disagio emotivo e sociale.
Kirighì si impegna ad utilizzare l’umorismo e il contatto umano per migliorare la qualità della vita di tutti; è stata fondata da persone entusiaste (medici, psicologi, infermieri, pedagogisti, terapisti, insegnanti, attori, animatori ... ) che mettono a disposizione le proprie professionalità ed esperienze per far sorridere le persone malate.
L’associazione si sostiene con le quote degli associati, con contributi pubblici e privati e donazioni spontanee.
Programma le sue attività in stretta collaborazione con l’équipe medica e infermieristica dell’ospedale secondo le necessità di ogni reparto.
Le "visite" dei clown avvengono nelle varie camere previa autorizzazione dei familiari e dei pazienti stessi.

Informazioni:tel 070/504517 - 305676-282353-581847-659502 - E-mail:
risate@tiscalinet.it


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