La febbre.
La temperatura del nostro corpo si mantiene fra 35,8C° e 37,2C°. Per piccoli periodi di tempo, la temperatura corporea può superare i 39C°, ciò avviene ad esempio quando eseguiamo esercizi intensi, successivamente con la sudorazione, l’iperventilazione e la vasodilatazione cutanea, la temperatura torna alla norma. Quando si ha la febbre, la temperatura può improvvisamente aumentare, sono presenti contrazioni muscolari (brividi), vasocostrizione cutanea, piloerezione (pelle d’oca). La febbre può essere causata da batteri, dalle loro endotossine, da virus, miceti, protozoi, reazioni immunitarie, farmaci, ecc., queste sostanze sono chiamate pirogeni esogeni. Quando le cellule del nostro sistema immunitario entrano a contatto con i pirogeni esogeni, producono alcune sostanze chiamate citochine le quali rappresentano i pirogeni endogeni. I pirogeni endogeni, agiscono in una regione del cervello chiamata Ipotalamo. In quella zona, è presente una specie di termostato che in questo caso viene innalzato.
Quali sono le malattie associate a febbre?
1 - infezioni causate da batteri, rickettise, chlamydie, virus, parassiti.
2 - malattie immunitarie, esse si associano spesso a febbre, ricordiamo le collagenopatie, le reazioni a farmaci.
3 - malattie caratterizzate da vasculite o trombosi, infarto tissutale, traumi, (flebiti, infarto miocardico, polmonare, cerebrale, traumi meccanici da schiacciamento)
4 - malattie granulomatose.
5 - malattie infiammatorie intestinali (colite ulcerosa, morbo di Crohn), processi infiammatori addominali (pancreatite acuta, epatite).
6 - neoplasie.
7 - disordini metabolici acuti (gotta, porfirie, malattie della tiroide e del surrene).
Sintomi che si associano alla febbre.
Brividi. I brividi ripetuti, sono tipici di infezioni batteriche nel momento in cui vi è batteriemia ossia presenza di batteri nel sangue, ma ciò può verificarsi anche in alcune malattie non infettive come le vasculiti o il linfoma. Non bisogna confondere il vero brivido durante il quale è presente battito dei denti e scuotimento nel letto, dalla sensazione di freddo che compare in quasi tutte le febbri specie in quelle di origine virale.
Sudorazione. Quando lo stimolo di produzione della febbre viene rimosso o inibito, es. con l’uso di antipiretici, la diminuzione della temperatura, si raggiunge grazie all’attivazione di meccanismi di termodispersione. Una rapida dissipazione di calore avviene dopo una sudorazione abbondante che può bagnare gli indumenti e le lenzuola.
Modificazioni dello stato mentale. A volte, può presentarsi irritabilità, ottundimento, addirittura delirio, ciò capita maggiormente negli anziani e nei bambini.
Convulsioni. Nei neonati e nei bambini con meno di 5 anni, in caso di febbre elevata possono manifestarsi crisi convulsive.
Herpes labialis. La febbre può attivare infezioni latenti da virus herpes simplex, ciò capita più spesso nelle infezioni batteriche acute provocate da pneumococco, streptococco, meningococco. La febbre, rispetto alla frequenza respiratoria e alla pressione arteriosa, è molto meno soggetta a condizioni esterne e stimoli psichici, costituisce quindi un indice semplice, obiettivo e accurato della condizione fisiologica. Per un accurata valutazione della febbre, è opportuno misurare la temperatura rettale. A volte la febbre può essere l’unica manifestazione patologica.

Tipi di febbre.

Febbre intermittente. La temperatura ritorna a valori normali ogni giorno, è come se il ritmo circadiano sia esagerato. Se la differenza tra il valore massimo e minimo è grande, la febbre si chiama settica.
Febbre remittente. La temperatura diminuisce ogni giorno, in genere al mattino, ma non ritorna a valori normali. La maggior parte delle febbri è di questo tipo.
Febbre continua. Vi è un persistente aumento della temperatura senza una significativa variazione diurna. Ciò avviene ad esempio nel tifo e nelle endocarditi infettive.
Febbre ricorrente. A brevi periodi febbrili si alternano uno o più giorni con temperatura normale. Ciò avviene ad esempio nella malaria.

Trattamento della febbre. Ovviamente la condotta terapeutica deve essere indirizzata a rimuovere le cause che la provocano. In genere la febbre è poco pericolosa , non disturba molto e può stimolare le difese immunitarie. Per questo motivo, i farmaci antipiretici non sono sempre necessari, essi talaltro, possono mascherare gli effetti di una terapia specifica o il decorso naturale della malattia. In alcuni casi, invece, è assolutamente necessario abbassare la temperatura (colpo di calore, ipertermia maligna, crisi epilettiche, compromissione delle funzioni cardiocircolatorie o cerebrali). L’uso di coperte raffreddanti regolate a basse temperature è molto efficace, può essere di giovamento fare spugnature con una soluzione salina fredda sulla superficie corporea o applicare impacchi freddi sulla pelle e sulla fronte. Nel colpo di calore o nell’ipertermia maligna, è presente anche vasocostrizione, in questo caso bisogna massaggiare la cute per ottenere una vasodilatazione superficiale. Se nel colpo di calore la temperatura supera i 42C°, è di vitale importanza l’applicazione del ghiaccio o l’immersione in una vasca di acqua ghiacciata. Per abbassare la temperatura, si utilizzano spesso farmaci antipiretici. I più usati sono l’aspirina (0,650 gr. ogni 4 ore) o il paracetamolo (0,650 - 1 gr. ogni 4 ore). Il paracetamolo è preferito per l’assenza di effetti collaterali a livello della mucosa gastrica e della funzione piastrinica. È opportuno utilizzare i farmaci antipiretici nei pazienti debilitati, in quelli in cui la febbre comporta rischi (insufficienza cardiaca, ischemia miocardica, convulsioni febbrili, traumi cranici, malattie mentali, gravidanza). A volte gli antipiretici possono avere effetti spiacevoli, es. sudorazione, caduta della pressione a volte allarmante, successivo rialzo della febbre accompagnata da brividi. Per ovviare a ciò, è bene assumere abbondanti liquidi e somministrare l’antipiretico frequentemente e regolarmente a intervalli di 2-3 ore.
Durata della febbre. Seguendo uno schema abbastanza scolastico, possiamo distinguere una febbre acuta o breve (durata inferiore a 7 giorni), una febbre protratta (durata superiore a 7 giorni) una febbre persistente (durata superiore a 14 giorni, essa è definita febbre di origine sconosciuta).
Febbre di breve durata. Quando comincia una febbre, nella maggior parte dei casi è probabile che sia di origine infettiva. Gran parte delle febbri decorrono e regrediscono completamente senza che si riesca a fare una diagnosi precisa. Sono febbri di breve durata quelle provocate da virus respiratori, la presenza di tosse, raffreddore, faringite, che si associano alla febbre, suggeriscono questa diagnosi. Questa febbre può essere causata anche da una otite che magari non è dolorosa o una sinusite non sospettata, ma difficilmente in questi casi mancheranno segni orientativi quali: tosse, naso chiuso, ecc. Ci sono alcune caratteristiche che anche se non sono esclusive delle infezioni acute, sono molto indicative della presenza di un infezione, esse sono:
1 - esordio improvviso.
2 - febbre elevata (39-40C°) con o senza brividi.
3 - sintomi respiratori (mal di gola, tosse, raffreddore).
4 - grave malessere con dolore muscolare o artralgie, fotofobia, dolore al movimento degli occhi, cefalea.
5 - nausea, vomito, diarrea.
6 - tumefazione acuta e dolente dei linfonodi e della milza.
7 - disuria, pollachiuria e dolore al fianco.
Prima di cominciare una chemioterapia antibatterica, è opportuno fare colture di sangue, urine o altre sedi dove si sospetta un infezione.
Febbre di lunga durata.
Elenchiamo di seguito tutte le situazioni che possono causare febbre di lunga durata.
Infezioni. Come causa di febbre di origine ignota, le infezioni contribuiscono almeno per il 30%. Le infezioni che causano febbre di lunga durata possono dare:
Ascessi, è importante riconoscerli presto, possono essere intraddominali, epatici, splenici, prostatici, ecc.
Infezioni renali: provocate da ostruzioni intra o extrarenali, ecc.
Infezioni intravascolari: endocardite batterica, infezioni da catetere intravascolare
Infezioni garnulomatose: tubercolosi, infezioni micotiche profonde, infezioni da micobatteri atipici.
Infezioni da virus, rickettsie, clamidie: mononucleosi infettiva, epatite, AIDS, psittacosi, ecc.
Infezioni da parassiti: amebiasi, malaria, toxoplasmosi, trichinosi, ecc.
Infezioni iatrogene: da cateteri, fistole artero-venose, ecc.
Neoplasie.
Morbo di Hodgkin: nelle fasi precoci della malattia, la febbre può essere l’unico sintomo esistente.
Linfomi non Hodgkin
Leucemie: nelle fasi iniziali può essere confusa con un’infezione acuta
Tumori solidi: ciò si verifica in particolare quando sono ostruite le vie di drenaggio, ciò favorisce le infezioni. Anche lo sviluppo di metastasi con necrosi tumorale ne è la causa.
Collagenopatie.
Febbre reumatica.
Lupus eritematoso sistemico.
Artrite reumatoide.
Periarterite nodosa.
Granulomatosi di Wegener.
Malattie granulomatose.
Sarcoidosi.
Epatite granulomatosa.
Morbo di Crohn.
Eritema nodoso.
Febbre da farmaci. Gli antibiotici possono dare febbre, in particolare sulfamidici, penicilline, cefalosporine, barbiturici, farmaci antitubercolari, fenitoina, chinidina, nitrofurantoina, procainamide, allopurinolo, tiourea.
Embolia polmonare.
Crisi emolitiche.
Ematomi occulti.
Febbre familiare mediterranea.
Tiroidite.
Febbre psicogena.


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