Il cioccolato.
Il
cacao, è originario delle regioni del bacino del Rio delle
Amazzoni, dove cresceva spontaneamente qualche millennio prima
di Cristo. Probabilmente i Maya, furono la prima popolazione che
iniziò a coltivarlo, apprezzavano a tal punto il cacao,
che utilizzavano i semi come moneta di scambio. Successivamente,
gli Aztechi, attribuirono qualcosa di divino a questo prodotto
pensando che fosse il dono di qualche divinità, essi chiamavano
il cacao xocolatl. Una leggenda narra che una bella principessa
azteca, fu lasciata a guardia del tesoro del suo sposo che era
in guerra, fu assalita dai nemici che cercarono di costringerla
a rivelare dove fosse nascosto il tesoro, ma la principessa preferì
la morte piuttosto che rivelare il segreto. Dal suo sangue nacque
quindi una pianta che aveva i semi amari come le sue sofferenze,
forti come la sua virtù e rossi come il suo sangue. Il
dio Quetzacoatl ne fece dono agli uomini per ricordare il sacrificio
di questa principessa. Nel luglio 1502, Cristoforo Colombo, nel
suo quarto viaggio, sbarcando in Nicaragua, scoprì i semi
di cacao ma non ne diede molta importanza, probabilmente perché
non apprezzava il liquido piuttosto amaro che si ricavava dai
quei semi. Fu Hernando Cortez, nel 1519, che rivolse molta attenzione
ai semi di cacao, probabilmente perché era molto interessato
al loro aspetto valutario, infatti, erano usati come monete, pensate,
10 semi consentivano di acquistare un coniglio, 100 semi uno schiavo.
Cortez quindi, nel 1528 importò in Europa i primi semi
di cacao e tutti gli utensili necessari per coltivarlo. Nel XVIII
secolo, le coltivazioni si estesero nel Sudest Asiatico e poi
nel 1822 raggiunsero l'Africa.