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L'80% dell'immondizia, potrebbe essere riutilizzato così
com'è o trattata. Tramite il riciclaggio, le risorse non
rigenerabili vengono riutilizzate in modo più economico,
si protegge l'ambiente e si conservano le risorse del pianeta.
Se sfruttata a dovere, una gestione dei rifiuti, può essere
redditizia anche per fornire energia calorica ed elettrica.
Tra qualche anno, la domanda ricorrente tra gli addetti ai lavori
non sarà più "Dove mettiamo i rifiuti?",
ma " Quante bottiglie di plastica occorrono per fare un pullover?
Quante lattine di birra servono per costruire una barca?".
Riciclare sarà il futuro verbo della società dei
consumi.
Affinché questo progetto decolli, è necessario che
il riciclaggio prenda piede in prima battuta nelle nostre case
e, soprattutto, non potrà avere un futuro se non sarà
accompagnato da un nuovo stile di vita delle famiglie e dei singoli.
Qualcosa di concreto si muove e già molte città
italiane si sono attrezzate per la raccolta differenziata e il
riciclaggio dei rifiuti. Il mito consumistico "usa e getta"
che ha caratterizzato sociologicamente gli ultimi 50 anni di storia
occidentale, è destinato a essere sostituito da "usa
e ricicla".
Pensate
che ogni anno, per soddisfare il consumo mondiale di carta, viene
distrutta una foresta pari a 300 milioni di tonnellate di legname.
Tuttavia, la percentuale di recupero in Italia è ancora
irrisoria. Eppure riciclarla è necessario non solo per
compensare la scarsità di materia prima e sottrarre gli
italiani a una dipendenza dai fornitori esteri, ma anche per assicurare
l'ampliamento della produttività: l'aumento di produzione
della carta è legato alla quantità di carta da macero
disponibile dove si produce. E' opportuno sapere che dall'abbattimento
di un pioppo si ricavano circa 35 kilogrammi di carta, più
o meno la quantità consumata in un anno da un italiano.
E' come se ognuno di noi abbattesse un pioppo all'anno.
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