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Vaccinare
per tutta la vita un cane o un gatto è giusto e utile o piuttosto
si tratta di un atto medico esagerato ai fini della salute dellanimale,
imposto magari da fattori commerciali? Il dibattito ha da tempo toni
accesi tra i veterinari statunitensi.
Non ci sono basi scientifiche che indicano la necessità di
continuare a vaccinare un pet fino a tarda età, mentre è
importante vaccinarlo quando è veramente necessario.
Certamente non vaccinare è un errore grossolano.
La vaccinazione serve a stimolare una risposta di difesa da parte
del sistema immunitario. Il booster, ossia la rivaccinazione, è
una ristimolazione che può essere o non essere necessaria.
In parole semplici: vaccinare contro le principali malattie infettive
il cane o il gatto è indispensabile e raccomandabile nei primi
mesi e nei primi anni di vita, non è così indispensabile
vaccinarlo da adulto almeno per certe malattie.
Un cane abituato a uscire, a frequentare simili, a quattro cinque
anni ha acquistato una adeguata protezione immunitaria, vuoi per le
vaccinazioni vuoi per lincontro inevitabile di germi contro
i quali i suoi anticorpi hanno sbarrato la strada.
In Italia i protocolli vaccinali sono piuttosto uniformi; i vaccini
inattivati o attenuati sono sicuri.
È fondamentale vaccinare i cuccioli di cane e di gatto oltre
le 9 settimane di vita per evitare che gli anticorpi materni annullino
leffetto delle vaccinazioni. Poi bisogna considerare il tipo
di vita che conduce lanimale (sta in casa, vive in giardino?),
la diffusione delle malattie nel luogo di residenza, il tipo di vaccino
utilizzato. Per lanimale anziano occorre prudenza, sta al veterinario
di fiducia decidere dopo i 7, 8 anni quali richiami vaccinali è
opportuno praticare. Non sono rari i casi di encefaliti, soprattutto
in cani anziani, o di epatiti croniche e sarcomi connessi a vaccinazioni
persistenti. |
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