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Sulla
superficie delle bucce sono presenti i saccaromiceti (Saccaromyces
Ellipsoideus), alcuni piccoli funghi chiamati anche lieviti. Questi
lieviti, trasformano gli zuccheri del mosto in alcol e anidride
carbonica, questo processo di trasformazione degli zuccheri è
chiamato fermentazione e costituisce la prima fase della vinificazione.
A volte vengono aggiunti al mosto altri lieviti naturali per aumentare
l'attività fermentativa, è importante quindi che il mosto resti
a contatto con le bucce perché avvenga la fermentazione. Durante
questa fase, abbastanza vivace, viene emessa anidride carbonica
e il mosto ribolle. Poiché l'attività fermentativa è molto intensa
a livello delle bucce (nel cappello) è importante ridistribuire
i lieviti all'interno del mosto, quindi almeno due o tre volte
al giorno, il mosto viene rimescolato per far sì che le bucce
entrino in contatto con tutto il vino presente nel tino. Quando
gli zuccheri sono stati trasformati in alcol o quando esso ha
raggiunto un certo livello che diviene tossico per i lieviti (
ciò avviene quando la gradazione raggiunge i 15°-16°) la fermentazione
termina. Ci sono altri sistemi per arrestare la fermentazione.
Tra essi menzioniamo la pastorizzazione che consiste nel portare
il vino alla temperatura di circa 50°-60° per un certo tempo o
a circa 80° per un tempo più breve, anche l'aggiunta di anidride
solforosa arresta la fermentazione. La fermentazione è breve se
dura tre - quattro minuti e si ottengono vini delicati, poco colorati
e con poche sostanze tanniche, se la fermentazione dura più a
lungo, i vini sono più colorati, più ricchi di sostanze tanniche.