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Viene effettuato di seguito l'esame delle mammelle e del cavo ascellare. Segue il vero e proprio esame ginecologico. Un esame ginecologico consiste nell'ispezione dei genitali esterni (vulva) e nell'esplorazione vaginale, che consente di apprezzare le condizioni della vagina e del collo uterino e può essere eseguita quando l'imene lo consente: ciò si verifica prevalentemente nelle donne che hanno avuto già rapporti. Inoltre, con l'aiuto di una mano posta sulla parete addominale, il vostro ginecologo potrà valutare le caratteristiche del corpo dell'utero e degli annessi (tube e ovaie). Viene poi effettuato un esame con lo speculum, uno strumento ginecologico che viene introdotto in vagina per divaricare le sue pareti, in modo da poter osservare il collo dell'utero, che sporge sul fondo della vagina stessa. Il passo successivo di un iter diagnostico ginecologico prevede l'esecuzione di un Tampone vaginale: con un tampone di cotone il ginecologo preleva dalla vagina un campione delle secrezioni di vagina e utero, e le invia al laboratorio per l'analisi al microscopio e l'isolamento dei germi nell'ambiente di coltura. Viene richiesto obbligatoriamente nelle infezioni ginecologiche causate da Candida, Trichomonas, Herpes vaginale, Clamydia. Il Pap-test viene prescritto di solito in caso di sospetta infezione da Papilloma virus. Con una piccola spatola viene raschiata leggermente la superficie del collo dell'utero. Il materiale prelevato è esaminato al microscopio, per apprezzare le eventuali modificazioni cellulari o per rilevare la presenza del Papilloma. Dopo l'inizio dell'attività sessuale il Pap-test va eseguito regolarmente, perché permette di scoprire eventuali infezioni asintomatiche e di diagnosticare precocissimamente un carcinoma del collo dell'utero, in base alle modificazioni morfologiche osservate nelle cellule prelevate.

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