La mammografia.
La mammografia è un esame radiologico del seno, si utilizzano i raggi x come qualsiasi radiografia fatta in altre parti del corpo. Questo esame serve sia nel caso in cui si sospetta un tumore al seno sia come esame preventivo per una diagnosi precoce di un eventuale tumore che non si sospetta. Ogni donna, dopo i 40 anni di età, dovrebbe sottoporsi periodicamente a un controllo radiografico, almeno uno ogni due anni fino a 50 anni, dopo i 50 anni è bene eseguire questo esame annualmente. A parte l’esame mammografico, è bene che la donna, già dai 20 anni, cominci a fare un autoesame del seno (autopalpazione) ogni mese. La mammografia, se svolta periodicamente, permette di individuare circa l’85% dei tumori al seno. Ricordate che se si scopre un tumore nelle fasi iniziali, grazie a questo esame, le possibilità di guarire da esso sono vicine quasi al 100%, ciò se il tumore è ancora confinato alla mammella. È importante quindi individuarlo il più precocemente possibile, in questo modo le garanzie di successo sono più elevate. Questo esame, inoltre, consente di scoprire tumori che sono così piccoli, che nemmeno l’autopalpazione o la palpazione del medico riescono a individuarlo.
Come funziona. Per eseguire questo esame, non vengono somministrati farmaci, non sono utilizzati mezzi di contrasto. L’esame, generalmente, viene eseguito stando in piedi e a seno nudo e poggiando una mammella alla volta su un apposito piano sotto al quale si trova la pellicola radiografica. La mammella viene poi compressa da un piatto di materiale plastico detto compressore, in modo da spandere i tessuti e renderli più visibili ai raggi x. Non è un esame doloroso, ma alcune donne possono trovare un pò fastidioso sottoporvisi. Il giorno dell’esame non occorre essere digiuni o aver osservato una dieta particolare nei giorni precedenti, la fase del ciclo mestruale non è condizionane ai fini della qualità delle immagini, è meglio tuttavia eseguire la mammografia una settimana dopo le mestruazioni, quando le mammelle non sono gonfie, né dolenti. In fase post-menopausale, si può eseguire l’esame in qualsiasi momento. Ai fini della precisione dell’esame, è bene non applicare deodoranti, polveri, creme, soprattutto talco, sul seno o alle ascelle nelle ore che precedono l’esame. Anche se si impiegano bassissime dosi di raggi x, è meglio non eseguire questo esame in gravidanza, in particolare nel primo trimestre. In ogni caso, non abbiate timore per i raggi x utilizzati, la quantità è veramente ridotta e non ci sono rischi per la salute. L’esame mammografico può essere eseguito in tre proiezioni, cranio-caudale, medio-laterale, medio-laterale obliqua, quest’ultima è la più informativa poiché permette un ottimo studio del prolungamento ascellare dei quadranti superiori e delle regioni più profonde prepettorali della ghiandola. Segni che possono essere indicativi della presenza di una neoplasia sono: opacità a contorni sfumati e sfrangiati, area di distorsione della normale struttura parenchimale, microcalcificazioni. Se ci sono questi segni, la donna viene richiamata per ulteriori approfondimenti diagnostici.
Attualmente esiste una nuova metodica diagnostica, la mammografia digitale. In questo esame, la pellicola radiografica, è sostituita da un detettore, esso assorbe i raggi x trasmessi attraverso la mammella e trasforma la loro energia in segnali elettronici che vengono digitalizzati e fissati nella memoria del computer. L’immagine viene visualizzata su un monitor ad alta definizione, dopo essere stata opportunamente elaborata, può essere impressa su pellicola. L’immagine può essere anche inviata a distanza tramite il computer a un altro medico per ottenere un'altra interpretazione.