Le emorroidi.
Le emorroidi, sono cuscinetti che si trovano nel canale anale, ce ne è
uno a sinistra e due a destra in posizione anteriore e posteriore. Questi
cuscinetti, sono formati da un groviglio di vasi sanguigni che sono ricoperti
da mucosa, sono presenti anche fibre muscolari ed elastiche. Questa struttura
vascolare, costituisce un tessuto dallaspetto spugnoso, è una
specie di corpo cavernoso, si rigonfia in modo variabile grazie alla presenza
di alcune piccole valvole che controllano lingresso e luscita
del sangue. Questi cuscinetti si gonfiano quando gli sfinteri sono più
rilasciati, ad esempio quando si urina o quando si è seduti, è
probabile, infatti, che la funzione di cuscinetti sia quella di continenza
alle feci e ai gas. Quando questi cuscinetti aumentano di volume, prolassano,
sanguinano o sono sede di trombosi e provocano dolore, si parla di malattia
emorroidaria. I primi campanelli dallarme sono rappresentati da prurito
e fastidio anale. Con il tempo, il disturbo peggiora, durante e dopo la
defecazione compaiono piccole perdite di sangue, a volte levacuazione
diventa difficoltosa e dolorosa. Compaiono quindi allesterno le escrescenze
venose rigonfie più o meno infiammate. Negli stadi più avanzati,
vi è un prolasso della mucosa e possono intervenire complicazioni
quali trombosi o tromboflebite emorroidale che provoca forte dolore.
Fattori favorenti.
Transito intestinale. Stipsi, diarrea.
Condizioni fisiologiche. Gravidanza, ciclo mestruale, parto, pillola,
malattie pelviche.
Abitudini di vita. Sedentarietà, condizioni viziate di lavoro.
Sport. Tennis, equitazione, motociclismo.
Alimentazione. Alcool, spezie, cioccolato.
Prevenzione. Anche se le emorroidi sono legate a fattori ereditari,
ci sono alcune regole utili per prevenirle. Innanzitutto è bene seguire
una dieta in cui non ci sono cibi irritanti come spezie, alimenti piccanti,
bevande alcoliche, esse possono irritare la mucosa anale. Se si avvertono
i primi sintomi, evitate le sostanze irritanti per lintestino quali
caffè, tè, cioccolato, spezie, cibi piccanti, fritti. È
anche importante correggere le irregolarità dellalvo, la stitichezza
è un nemico. Seguite unalimentazione ricca di fibre, abbondate
quindi con i vegetali. Evitate la vita sedentaria, non favorisce la circolazione
del sangue, è bene quindi fare del moto. Per ligiene locale
è preferibile usare saponi con pH acido (5,5). Quando si avverte
qualsiasi sintomo anorettale, è sempre necessario rivolgersi al proctologo
per eseguire una visita completa. Non siate superficiali pensando che siano
esclusivamente sintomi legati a emorroidi perché alcune patologie
anali, tra cui anche le neoplasie, possono evere la stessa sintomatologia.
Il proctologo eseguirà un esame ispettivo esterno della regione anale
e perianale, una esplorazione digitale, una anoproctoscopia. Per la visita
non è necessaria una particolare preparazione intestinale, è
sufficiente una regolare evacuazione, non comporta dolore, solo un senso
di fastidio.
Terapia medica locale. Spesso si usano creme, pomate, supposte, contenenti
sostanze che proteggono la mucosa contro laggressione delle feci,
sono sostanze antinfiammatorie, antisettiche, anestetiche di contatto. Esse
non hanno una reale efficacia terapeutica, possono però esercitare
unazione lenitiva.
Terapia medica per via generale. Flebotonici, antinfiammatori, particolarmente
indicati nelle trombosi, questi farmaci sono più che altro attivi
sul sanguinamento e sui fenomeni infiammatori ma non sulla procidenza.
Le emorroidi, tendono
a fuoriuscire perché non riescono a rimanere ben ancorate alla
parete dellintestino perché le strutture fibrose che le ancorano
alla parete intestinale iniziano a cedere, anche la mucosa che le riveste,
spesso prolassa non essendo sostenuta correttamente dai suoi legamenti.
Unaltra causa risiede nelleccessivo rigonfiamento venoso a
causa di un difetto delle valvole di quei vasi sanguigni che provoca un
ingresso di sangue superiore a quello che fuoriesce, causando quindi una
congestione.
È possibile
classificare le emorroidi in 4 gradi.
1°grado, vi è uno scivolamento iniziale ma non fuoriescono
dallano.
2° grado, esse fuoriescono dallano durante la defecazione
ma rientrano spontaneamente.
3° grado, fuoriescono durante la defecazione ma non rientrano
spontaneamente, sono riducibili solo manualmente.
4° grado, i cuscinetti anali prolassano permanentemente e non
è più possibile farli rientrare manualmente.
Chirurgia ambulatoriale. Se le emorroidi sono interne e non sono
visibili, si possono trattare a livello ambulatoriale. Le tecniche principali
che si utilizzano sono la scleroterapia e la legatura elastica. In questi
interventi non si utilizza lanestesia poiché viene toccata
una regione priva di terminazioni nervose.
Scleroterapia. Consiste nelliniettare una sostanza alla base
di un singolo gavocciolo emorroidario che determina una reazione infiammatoria
sclerotizzante; i genere i risultati si osservano dopo qualche settimana.
Legatura elastica. È indicata in particolare nelle emorroidi
di 1° e 2° grado, si effettua sotto guida endoscopica utilizzando
un applicatore di piccoli anelli di caucciù. Gli anelli sono posizionati
alla base di un singolo gavocciolo emoroidario e ne determinano lo strangolamento,
ne consegue una piccola ulcerazione che guarisce in circa due settimane.
La percentuale di successo della legatura elastica è di circa il
70%, sono frequenti le recidive.
Altre tecniche ambulatoriali sono: fotocoagulazione con raggi infrarossi,
crioterapia, coagulazione bipolare, laserterapia. Gli interventi ambulatoriali
durano circa 20-30 minuti, non prevedono degenza.
Chirurgia con ricovero ospedaliero. Quando le emorroidi sono a
uno stadio avanzato, quindi in tutti i casi di prolasso e in quelli associati
a sanguinamento recidivante nonostante la terapia conservativa, la soluzione
è il ricorso a un intervento chirurgico con anestesia.
Emorroidectomia. La tecnica tradizionale si chiama emorroidectomia,
possono essere utilizzate varie metodiche: Milligan-Morgan (emorroidectomia
aperta), Fergusson (emorroidectomia chiusa), Parks (emorroidectomia sottomucosa),
Whitehead, ecc. queste tecniche consistono nellasportazione radicale
di gavoccioli emorroidari e differiscono tra loro in alcuni particolari
di tecnica.
Uno degli interventi più utilizzati è quello di Milligan-Morgan.
Il chirurgo estroflette le emorroidi dallano e le asporta con bisturi,
forbici o con il laser. Questa tecnica presenta linconveniente di
lasciare ferite aperte che devono guarire da sole. Nel primo periodo dopo
loperazione, a causa del passaggio delle feci sopra le ferite, si
può avere dolore anche intenso. Il tempo di guarigione e di recupero
dellattività lavorativa varia da tre a sei settimane. Possono
verificarsi alcune conseguenze dopo lintervento, infatti, se non
è stato asportato tutto il tessuto, la parte rimasta può
scendere nuovamente e causare ricadute. È anche possibile che si
formino cicatrici eccessive se viene asportato troppo tessuto sano, ciò
rende lano troppo stretto e incapace di dilatarsi.
Gli interventi di emorroidectomia possono durare 30-45 minuti, possono
richiedere 1-4 giorni di degenza. La percentuale di successo delle emorroidectomie
è di circa il 95%.
Tecnica di Longo. Questo tipo di intervento è utilizzato
per le emorroidi al 4° stadio. È stata messa a punto nel 1997
dal chirurgo italiano Longo. È un intervento che si esegue in anestesia
totale o loco-regionale e dura circa 15-20 minuti. Migliaia di persone
si sono già sottoposte a questo intervento con ottimi risultati.
Durante lintervento, si asporta una striscia circolare di mucosa
e sottomucosa anale sopra il plesso emorroidale a 4 centimetri dal punto
in cui lano si congiunge al canale rettale, non si tocca quindi
la parte finale del retto e dei plessi emorroidari. Si utilizza quindi
una suturatrice automatica circolare che contiene una serie di graffette.
Nel momento in cui la lama della cucitrice taglia la mucosa, le graffette
si chiudono automaticamente eseguendo una sutura circolare. I gavoccioli
emorroidari, non sono toccati, scompaiono da soli, anche perché
lasportazione di mucosa del canale rettale, agisce da lifting, tirando
in su la mucosa. Sono vari i vantaggi che offre questa tecnica, infatti,
il chirurgo non interviene direttamente sullano, che è una
parte molto sensibile, non se ne altera lanatomia, non si lasciano
ferite esterne e la zona in cui sono presenti le grafette si rimargina
quasi subito dopo lintervento. Con la tecnica tradizionale (Milligan-Morgan),
dove vengono asportati i plessi emorroidali, vi sono ferite esterne che
rimarginano da sole in alcune settimane. In questo modo, il paziente può
riprendere in breve tempo una vita normale. Il dolore e il sanguinamento
sono quasi assenti, non si richiede alcuna preparazione, non sono necessarie
medicazioni. Questo intervento, si esegue quando le emorroidi sono molto
accentuate, infatti, le eventuali complicanze, anche se sono rare, sono
più serie rispetto alle tecniche tradizionali. Il rischio maggiore
è rappresentato dallemorraggia che può avvenire se
le graffette che suturano la ferita, non sono chiuse perfettamente. Questa
complicanza, in genere si verifica nelle prime 12 ore, per cui dopo lintervento
si attende un po di tempo prima di far uscire la persona dalla sala
operatoria e se ciò avviene, il chirurgo sutura a mano il punto
dove vi è la perdita di sangue. Un altro rischio è la possibilità
di infezione della sutura, viene fatta quindi una profilassi antibiotica
prima dellintervento. Altra rara complicanza è la stenosi
ossia un restringimento causato dalla sutura allinterno dellano.
Intervento di Nivatvongs. Questa tecnica prevede lasportazione
delle emorroidi e la ricostruzione del canale anale. Questo intervento
si esegue in anestesia locale praticata in maniera indolore, lanestesia
dura circa 5-6 ore e quindi il paziente non avverte dolore durante lintervento.
Rispetto alla tecnica tradizionale si utilizzano appositi divaricatori
che permettono di visionare meglio linterno del canale anale, in
questo modo si valuta correttamente la dimensione delle emorroidi in modo
da asportarle completamente insieme alleventuale prolasso mucoso
associato, si effettua quindi unapposita plastica per ricostruire
un aspetto normale del canale anale, le ferite vengono suturate. Lintervento
dura 35-40 minuti, può essere eseguito in ambulatorio, in Day-Hospital
o con un ricovero di 1-2 giorni. Molti sono i vantaggi di questa nuova
tecnica, grazie alluso dellanestesia locale, è possibile
alzarsi subito dopo lintervento, si può tornare a casa anche
dopo un ora e mangiare normalmente. Grazie alluso dei divaricatori,
si interviene con maggiore precisione, lintervento è quindi
più radicale ed è meno probabile la possibilità di
recidive. La sutura completa delle ferite previene la perdita di sangue
ed evita luso di tamponi anali che provocano notevole dolore dopo
lintervento. Le feci vengono a contato con le ferite suturate e
quindi il dolore è minore. Rispetto allintervento tradizionale,
la guarigione delle ferite avviene più rapidamente, da una a due
settimane.
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