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La frutta svolge molte importanti funzioni per la salute e il benessere
del nostro corpo. Molta gente sa che mangiare la frutta fa bene,
ma se gli si chiede di essere più precisi, si comprende come
in realtà non sa quali siano i reali benefici e il ruolo
che essa svolge. Perché fa bene? Come fa bene? Quante e quali
sono? Altri pensano che non sia indispensabile e, dopo aver consumato
un primo e un secondo, non se ne parla affatto. Cè
anche chi in una situazione di ristrettezze economiche rinuncia,
tra le varie possibilità, proprio alla frutta. Altre volte
viene scartata per essere preferita al dolce come se fosse unalternativa.
Contrariamente a quanto molti pensano, la frutta, al pari delle
verdure e degli ortaggi, svolge un suo preciso ruolo, insostituibile
e incomparabile. Spesso si fanno paragoni tra frutta e ortaggi e
altri alimenti quali carne, pesce, ecc. Una cosa sono gli alimenti
del mondo animale,
unaltra cosa ancora gli alimenti del mondo vegetale, non sono
cose paragonabili. Tra laltro, nellambito di ognuna
di queste categorie, esistono differenze sostanziali, ad esempio
a voler restare tra i vegetali, cereali e leguminose secche hanno
un ruolo nutrizionale del tutto diverso da quello delle verdure,
degli ortaggi, della frutta fresca. Si tratta di funzioni diverse,
eppure complementari nel senso che le proprietà nutritive
degli uni compensano le carenze nutritive degli altri e viceversa.
Con il termine frutta, si intende prodotti appartenenti a diverse
famiglie ad esempio: Anacardiacee, anacardio, mango; Bromeliacee,
ananas; Caricacee, papaya; Cucurbitacee, cocomero, melone; Ericacee,
mirtillo, corbezzolo; Musacee, banana; Rosacee, albicocca, amarena,
ciliegia, fragola, lampone, mela, pera, pesca; Rutacee, arancio,
bergamotto, cedro, limone, mandarino, pompelmo; Vitacee, uva, ecc.
La classificazione usuale della frutta la distingue in :
Frutta fresca,
Polposa fresca (acidula e zuccherina)
Farinosa fresca
Oleosa fresca
Frutta secca.
I vari tipi di frutta polposa fresca hanno anchessi ruoli
diversi: alcuni sono più ricchi di vitamina C, altri di caroteni,
altri sono più ricchi di fibra, ecc. Passando a un maggior
dettaglio, si trova che nella frutta fresca il valore energetico
è limitato, ciò in relazione almeno alle quantità
abitualmente consumate nel nostro Paese (due, trecento grammi al
giorno), è da riferire ai pochi zuccheri presenti (prevalentemente
glucosio e fruttosio). Altrettanto modesto è il contenuto
di proteine (da 0,2 a 1,2 gr. per 100 gr. di parte edibile) e di
grassi (salvo qualche rara eccezione come le noci fresche e gli
avocado, particolarmente ricchi di lipidi).
Ruolo nutrizionale
Frutta polposa fresca.
Questo tipo di frutta ha un contenuto di proteine modesto, da 0,2
a 1,2 gr. per 100 grammi di parte edibile, i lipidi sono anchessi
poco rappresentati. Il valore energetico è limitato ed è
da riferire alle piccole quantità di zuccheri presenti.
Per quanto riguarda lapporto vitaminico, è anchesso
assai variabile a seconda delle diverse varietà di frutta.
Il contenuto di vitamina C è scarso in alcuni frutti polposi
(albicocche e pesche), elevato con un ampio margine di variabilità
inter e intravarietale in altre (ananas, arance, ciliege, fragole,
limoni, mandarini). Ricordate che per evitare perdite rilevanti
di vitamina C, è opportuno sbucciare o spremere la frutta
solo al momento del consumo. La buccia, infatti, protegge la vitamina
dall´ossidazione ad opera dell´ossigeno atmosferico.
Nel caso delle macedonie di frutta poi, sarebbe buona regola, una
volta preparate, conservarle al buio in frigorifero; l´aggiunta
di succo di limone è un mezzo semplice per prevenire o quantomeno
limitare l´ossidazione della vitamina C.
Ricche di caroteni ad attività provitaminica A sono invece
albicocche e pesche, così come tutta la frutta giallo-arancione
in genere (cachi, melone). Per contro, i caroteni scarseggiano nella
frutta in cui più elevato è l´apporto di vitamina
C. Solo in poche specie (come il melone) coesistono quantità
discrete di vitamina C e di caroteni. Alcuni frutti poi, come i
fichi, le mele, le pere, hanno un patrimonio modestissimo sia di
caroteni che di vitamina C.
Le vitamine del gruppo B sono poco presenti. Rilevante il contenuto
di elementi minerali alcalini (potassio, magnesio) che, assieme
agli acidi organici (malico, citrico, tartarico), intervengono nella
regolazione dell´equilibrio acido/base dellorganismo,
aumentando la riserva alcalina del sangue e diminuendo lacidità
delle urine. Ed è proprio questo, assieme alla fibra, uno
degli elementi unificanti di ortaggi, verdure e frutta: il cospicuo
patrimonio di cationi. Di elementi minerali, cioè, in grado
di neutralizzare lazione acidificante di molti alimenti, come
le carni o le leguminose secche.
Frutta farinosa fresca.
Questa frutta, nel nostro paese, è rappresentata prevalentemente
dalle castagne, esse hanno un contenuto proteico medio del 3,5%,
lipidico dell 1,8%, di carboidrati del 42%. Il contenuto calorico
è di circa 189 Kcal. per 100 grammi.
Frutta oleosa fresca.
Nel nostro paese questa frutta è rappresentata essenzialmente
da noci e olive verdi, ma anche da frutta esotica come noci di cocco
e avocado. Le olive verdi hanno un contenuto proteico dello 0,8%,
carboidrati 1%, i lipidi sono molto rappresentati, circa 15-30 grammi/100gr.
a seconda delle varietà, per cui il contenuto calorico è
abbastanza elevato, tra 140 e 270 Kcal.
Le noci fresche hanno un contenuto calorico di circa 580 Kcal/100
gr. grazie al contenuto lipidico di circa il 57,7% e proteico di
circa il 10,5%. Sono presenti discrete quantità di calcio
e tiamina.
Frutta secca.
Il valore nutritivo dipende dal tipo e dalla varietà. La
frutta polposa e farinosa essiccata, ha un contenuto di carboidrati
rilevante, le albicocche e le pesche sono ricche di caroteni, i
fichi secchi sono ricchi di calcio. La frutta oleosa secca è
ricca di lipidi e proteine, in questo modo il contenuto calorico
è elevato, noci 660 Kcal, nocciole 625 Kcal, arachidi 597
Kcal, mandorle 542 Kcal. È presente un buon contenuto di
tiamina e riboflavina. Molto abbondante è il calcio, mandorle
236 mg., nocciole 150 mg., noci 83 mg.
Altri ruoli della frutta
fresca .
La frutta ha anche altre proprietà che sono insostituibili
e sconosciute tempo fa. Si é notato che alcune patologie
hanno una maggiore prevalenza tra le popolazioni occidentali rispetto
a quelle che vivono in aree di sottosviluppo, tra gli abitanti di
città rispetto ai centri rurali, tra le classi sociali più
elevate rispetto a quelle più povere. Probabilmente la causa
risiede in particolare nelle abitudini alimentari modificate. Molte
patologie quali: obesità, diabete, malattie coronariche,
litiasi biliare, ecc., sono tipiche delle popolazioni ricche.
Ma è soprattutto il grosso intestino ad essere interessato
da una vasta gamma di patologie non infettive, a diversa gravità
ed evoluzione, che vanno dalla comunissima stipsi, alla diverticolosi
del colon, ai tumori benigni del retto, ai carcinomi del grosso
intestino. In particolare, a parere di molti studiosi, all´origine
di un 35% circa di casi di carcinomi sarebbero modelli alimentari
erronei. E, all´opposto, cè chi crede nella possibilità
di ridurre di circa un terzo l´esposizione al rischio neoplastico,
semplicemente attraverso l´adozione di comportamenti alimentari
adeguati. Un´azione protettiva in questo senso è stata
postulata per non pochi nutrienti, alcuni dei quali presenti in
abbondanza nella frutta fresca. Tra essi la vitamina C, il retinolo
(vit. A), il B-carotene, l´acido retinoico (questi ultimi
due, rispettivamente, precursore e derivato della vitamina A), il
tocoferolo (vit. E), il selenio. I risultati di molte ricerche cliniche
ed epidemiologiche sono concordi nell´affermare che il consumo
abituale di frutta (e ortaggi!) ricchi di vitamina C e di B-carotene
ha un´azione protettiva nei confronti dei carcinomi in diversi
organi (polmone, stomaco, colon, retto, vescica). L´azione
protettiva e insieme preventiva del B-carotene e dei tocoferoli
nei confronti del rischio oncogeno sarebbe da riferire alle proprietà
antiossidanti di questi composti, che, per questa via verrebbero
a opporsi alla formazione di radicali liberi e ai conseguenti danni
sul DNA. Inoltre il retinolo, la cui attività epitelio-protettrice
è nota da sempre, può, di per sè, contribuire
efficacemente a prevenire la trasformazione metaplastica delle cellule
epiteliali al momento del differenziamento cellulare (e da molti
si ritiene che la metaplasia sia uno stadio precoce della transizione
da tessuto normale a tessuto neoplastico).
I caroteni e i derivati del retinolo, come l´acido retinoico,
esplicano, a loro volta, azioni atte a prevenire a diversi livelli
la formazione di tumori o a inibirne lo sviluppo. La vitamina C
poi, tra le altre sue azioni, impedisce la formazione di nitrosamine
mutagene e cancerogene. Azione analoga posseggono i tocoferoli.
Queste osservazioni hanno trovato riscontro applicativo in un decalogo
di norme di comportamento volte a prevenire e ridurre la rischiosità
per alcuni tumori. Degno di nota l´invito a mangiare frequentemente
frutta fresca, verdura e cibi integrali. Tra le norme consigliate,
tre riguardavano specificatamente la frutta: prima tra tutte, quella
di prevenire l´obesità (cosa più facilmente
realizzabile con una dieta ricca di frutta, oltre che di verdure
e ortaggi), a diminuire la rischiosità per tumori al colon,
alla vescica, alla prostata, al seno, all´ovaio e all´utero.
E poi i due consigli di mangiare: (a) cibi ad alto contenuto in
fibra (come cereali integrali, frutta, verdura e ortaggi freschi),
per prevenire i tumori del grosso intestino: nonchè (b) cibi
ricchi in vitamina A e C (come frutta, verdura e ortaggi freschi),
a ridurre il rischio di tumori della laringe, dell´esofago
e del polmone.
Nella frutta si trovano infine discrete quantità di fibra
indigeribile (cellulose, emicellulose, pectine). La fibra, ove presente
in proporzioni da non interferire con lassorbimento degli
altri nutrienti ha limportante funzione di favorire il transito
intestinale. Contribuendo così a prevenire linsorgenza
di molte malattie dellapparato gastro-enterico (dalla stipsi
alla diverticolosi del colon, dalle emorroidi ad alcune neoplasie
del grosso intestino). A non voler dire dellazione ipocolesterolemizzante
delle pectine, particolarmente abbondanti in alcune varietà
di frutta.
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