Gli autoabbronzanti


L’abbronzatura si può ottenere senza esporsi al sole o alle lampade a ultravioletti, utilizzando semplicemente gli autoabbronzanti. I primi a utilizzare questi prodotti, sono stati attori e modelle newyorkesi, preoccupati dagli effetti nocivi causati da sole e lampade abbronzanti. Attualmente, il self-tanning o autoabbronzatura, è divenuta una moda soprattutto in California, dove negli istituti di bellezza si svolgono veri e propri massaggi autoabbronzanti. Il self-tanning, sembra cominciare a divenire un fenomeno di massa anche tra gli italiani che, seppur per tradizione, amanti del sole, sono sempre più sensibili nei confronti degli effetti negativi dei raggi ultravioletti, infatti, esposizioni prolungate ai raggi UVA e UVB, determinano un precoce invecchiamento cutaneo oltre a danni di varia natura. Lo scorso anno in Italia, i prodotti autoabbronzanti hanno subito un vero e proprio successo commerciale quasi inaspettato. L’autoabbronzante è una valida alternativa al sole o alla lampada, infatti, non è pericoloso per la pelle e nel giro di un paio di ore, elimina il grigiore invernale della pelle. Le creme che scuriscono la pelle in pochi minuti, sono la soluzione migliore per le stagioni intermedie e sono un ottimo alleato per chi ha una pelle molto chiara e desidera ottenere una tintarella priva di rischi per la salute, inoltre, l’autoabbronzante spalmato sulle gambe permette alle donne di togliere le calze che iniziano a dare fastidio per la stagione calda ed evitano di mostrare gambe bianchissime. Gli autoabbronzanti esistono fin dagli anni 80’, ma all’inizio presentavano una serie di inconvenienti, come quello di macchiare i vestiti o di procurare un’abbronzatura a chiazze e di colore giallognolo. L’attività di questi prodotti era data da sostanze chiamate psoraleni in grado di provocare, come i raggi UVB, un iperattivazione della sintesi di melanina a livello cutaneo, erano inoltre utilizzati prodotti tra i quali l’olio di bergamotto ora vietato a causa della sua elevata tossicità. Gli attuali autoabbronzanti, invece, si basano su un processo di vera e propria colorazione della superficie cutanea, infatti, l’abbronzatura provocata è una falsa abbronzatura, non è determinata da un aumento di melanina, è basata solo su una reazione chimica tra le cellule dello strato corneo dell’epidermide e le sostanze attive contenute nei prodotti autoabbronzanti.
Come funziona.
Tra i componenti più importanti impiegati, vi è il diidrossiacetone (DHA), è una sostanza che reagendo con le proteine degli strati più superficiali della pelle, forma composti colorati che restano fino a quando l’epidermide si rinnova naturalmente. I prodotti in commercio, sono in forma di creme, oli, gel, liquidi spray, essi come per magia, una volta a contatto con la pelle la scuriscono. Questi prodotti regalano una tintarella già visibile dopo circa 30 minuti, che comunque raggiunge il livello di scurimento finale dopo circa 3 ore e dura in media 3-4 giorni venendo eliminata con la fisiologica desquamazione della cute. Il contenuto di DHA negli autoabbronzanti, varia da formulazione a formulazione, in genere è tra il 2% e il 5%. Questa sostanza è conosciuta da circa 20 anni ed è considerata atossica, il suo impiego quindi è sicuro e sembra tutt’oggi innocuo. L’intensità del colore varia da una persona all’altra e a seconda del tipo di pelle, sarebbe quindi utile poter provare il prodotto prima di acquistarlo. La diversa concentrazione di DHA, determina gradazioni diverse di colore che si possono ottenere. In commercio ci sono prodotti che oltre all’autoabbronzante contengono sostanze emollienti e idratanti per pelli secche o formulazioni in gel o spray da utilizzare su pelli grasse. Inoltre sono aggiunte sempre più spesso sostanze quali vitamine estratti vegetali, sostanze antiossidanti e antiirritanti, ecc., esse proteggono la pelle e potenziano i benefici dei prodotti contenenti DHA.
Ricordate che l’autoabbronzante non provoca una vera abbronzatura, né un processo che accelera la formazione della melanina. Il meccanismo d’azione, quindi, non si basa sui meccanismi che sollecitano la formazione della melanina, non prepara quindi la pelle a improvvise esposizioni solari. Molte persone ritengono sufficiente utilizzare questi prodotti per evitare scottature ed esporsi subito ai forti raggi solari, ciò è completamente errato, bisogna usare sempre le normali creme protettive. In commercio esistono anche creme autoabbronzanti in cui sono presenti fattori di protezione ma la protezione, come qualsiasi altra crema protettiva, dura poche ore e non per tutta la durata della colorazione.
Come applicare l’autoabbronzante.
Per ottenere risultati apprezzabili, è importante utilizzare alcuni accorgimenti prima e durante l’applicazione del prodotto.
1-) É indispensabile rimuovere lo strato più vecchio della pelle mediante un opportuno trattamento esfoliante. Ciò perché il DHA si lega alle proteine della cheratina che è maggiormente presente nelle cellule morte, senza l’esfoliazione quindi, si rischia una colorazione non uniforme della pelle. L’esfoliazione si può eseguire utilizzando prodotti cosmetici specifici oppure sfregando la pelle con guanti o spazzole appropriate durante il bagno o la doccia. L’effetto combinato dell’acqua calda e del massaggio esfoliante, aumentano la circolazione superficiale e preparano la pelle per il successivo trattamento idratante, indispensabile per evitare quella secchezza cutanea che renderebbe meno intenso e duraturo l'effetto del DHA.
2-) Spalmare il prodotto in piccole dosi su tutta la superficie cutanea e in modo uniforme.
3-) Attenzione a non dimenticare le orecchie e l’interno delle braccia, e le parti più difficili da raggiungere facendosi aiutare magari da un’altra persona.
4-) Evitate zone quali la radice dei capelli e le sopracciglia.
5-) Evitate il contatto con gli occhi.
6-) Usate un quantità minima di prodotto sul dorso delle mani, ginocchia e gomiti, sono zone che rischiano di colorarsi di più.
7-) Dopo l’applicazione lavate attentamente le mani con acqua e sapone.
8-) Eliminate con uno spazzolino i residui di prodotto dalle unghie, rischiano di scurirsi eccessivamente.
9-) Dopo l’applicazione attendete una ventina di minuti ed evitate il contatto con i vestiti finchè il prodotto risulta completamente asciutto.
L’autoabbronzante non è pericoloso per la pelle, non la fa invecchiare, è facile da applicare, è efficace, ha un altro vantaggio, quello di eliminare la noia legata all’esposizione al sole, quante persone, infatti, pur di regalarsi un abbronzatura si sottopongono a estenuanti e noiosissimi bagni di sole, è inoltre indicato a tutte le persone che non vogliono correre rischi causati dall’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti.
Si sconsiglia l’uso di autoabbronzanti in corso di fototerapia.

clappy vuoi essere tu? ragazza coprtina n.precedenti ragazza del mese chirurgia estetica terapie naturali clappy grenzor