La diarrea


Nella diarrea, vi è un’alterazione a livello intestinale del fisiologico riassorbimento dei liquidi. Nel canale alimentare, ogni giorno entrano circa 9 litri di liquidi, 2 litri sono assunti con gli alimenti e il resto proviene dalle secrezioni salivari, biliari, gastriche, pancreatiche, intestinali, che servono a creare un ambiente adatto ai processi digestivi. Di questi liquidi, solo 1 litro, contenente residui di alimenti che non sono stati digeriti, passa dal piccolo intestino al grande intestino (colon). La funzione del colon consiste nel riassorbire questi liquidi e nel trasformare quindi il materiale residuo in feci solide. In genere si intende per diarrea, una emissione di oltre 300 grammi di feci al giorno, esse avranno una consistenza diminuita, sono più liquide, vi sono inoltre da 3 o più scariche di feci al giorno. A seconda dei meccanismi che ne sono alla base, la diarrea si distingue in:
diarrea osmotica, essa è causata dalla presenza di sostanze all’interno dell’intestino che richiamano acqua, queste sostanze possono essere il lattosio (zucchero presente nel latte), ciò si verifica quando vi è un deficit di un enzima chiamato lattasi, uso di sorbitolo (sostanza dolcificante), antiacidi a base di magnesio, lassativi salini (sali di magnesio e solfato).
Diarrea secretoria. In questo caso, aumenta la produzione di liquidi intestinali, ciò può avvenire per un aumento della produzione di gastrina, per un malassorbimento di sali biliari, abuso di farmaci lassativi.
Diarrea essudativa. Si verifica quando la mucosa del colon, ossia la parte che tappezza internamente l’intestino, è infiammata ed è compromessa la funzione di assorbimento dei liquidi. Si può verificare per alcune patologie quali la colite ulcerosa, in questa situazione, nelle feci può essere presente sangue, si riscontrano inoltre, globuli bianchi all’esame delle feci.
Anche alterazioni anatomiche e alterazioni della motilità intestinale, possono causare diarrea, o perché è ridotta la superficie di assorbimento intestinale o perché diminuisce il tempo di contatto delle sostanze nel colon e quindi c’è meno tempo per riassorbire i liquidi. Un disturbo della motilità intestinale, può essere causato da malattie quali: diabete, ipertiroidismo, sindrome del colon irritabile.
La diarrea può presentarsi in forma acuta o cronica.
Diarrea acuta. È una diarrea che comincia improvvisamente in una persone sana e solitamente è di origine infettiva. Una diarrea acuta di origine virale, in genere dura 1 - 3 giorni, i virus responsabili possono essere i Rotavirus o i virus di Norwalk. A volte la causa può essere rappresentata da cibi contaminati da batteri, ad esempio una diarrea che comincia entro 12 ore dall’assunzione di cibi contaminati, probabilmente è dovuta alla tossina del batterio stafilococco aureus. In alcuni casi, la diarrea è accompagnata da febbre, malessere, sangue, presenza di globuli bianchi nelle feci. In questi casi, i microrganismi responsabili sono ad esempio: la salmonella, il citomegalovirus, la shigella, l’escherichia coli enteroinvasiva. Protozoi come l’Entameba hystolitica. Generalmente, tutti i microrganismi che causano diarrea acuta, provengono dall’assunzione di cibi o bevande contaminate.
Un tipo di diarrea acuta, è la diarrea del viaggiatore, provocata da uno qualunque dei microrganismi sopra menzionati. Per evitare rischi di contaminazione quando si è in viaggio, attenetevi ad alcune delle seguenti regole: mangiate la frutta sempre dopo averla sbucciata, evitate di mangiare verdure, carne e pesce crudi o poco cotti, evitate di bere latte o latticini, sono alimenti più a rischio, evitate i gelati e le creme se non quelli confezionati opportunamente, non bevete l’acqua del rubinetto, utilizzate quella imbottigliata, evitate il ghiaccio nelle bibite, può contenere microrganismi. Alcune patologie intestinali possono esordire con diarrea acuta, esse sono la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. In queste patologie, spesso è presente sangue nelle feci, dolore addominale crampiforme, febbre. Anche alcuni farmaci possono essere responsabili di diarrea, essi sono gli anticolinergici, alcuni chemioterapici utilizzati per curare i tumori e gli antibiotici.
Diarrea cronica. È una diarrea che pesiste per oltre 3 settimane, può durare anche mesi in maniera continua o intermittente. Può essere sintomo di un’alterazione funzionale o una grave malattia organica. Il medico ricercherà vari segni di malattia organica come febbre, calo di peso, anemia, malnutrizione. Il dolore addominale e la febbre sono indicativi di una malattia infiammatoria dell’intestino. Le principali malattie infiammatorie dell’intestino sono la colite ulcerosa, il morbo di Crohn, l’amebiasi, la diverticolite. Se la diarrea dura a lungo e non ci sono segni di infiammazione, la causa può essere un malassorbimento primitivo. Ci sono alcune alterazioni selettive dell’assorbimento quali l’enteropatia da sali biliari e il deficit di lattasi che solitamente non sono associate a perdita di peso o malnutrizione, le alterazioni mucose, invece, come la sprue celiaca, si associano a calo di peso, feci maleodoranti, anemia, e nei casi più gravi a emorragia secondaria a ipoprotrombinemia e neuropatia secondaria a deficit di vitamine. È anche possibile una insufficienza pancreatica a causa di una pancreatite cronica, un intervento di resezione chirurgica del pancreas, ciò provoca perdita di peso e presenza di grassi nelle feci. Anche la presenza di diverticoli nell’intestino, può provocare diarrea cronica e calo di peso a causa della contaminazione batterica che si può verificare. Come già citato sopra, alcune alterazioni endocrine possono causare diarrea cronica, la tireotossicosi, il diabete mellito, l’insufficienza corticosurrenalica, l’ipoparatiroidismo, vi sono anche alcuni tumori che possono causare diarrea cronica.
Rimedi. In presenza di diarrea, vi può essere una eccessiva perdita di liquidi attraverso le feci e ciò può causare disidratazione. È indispensabile quindi, oltre al riposo, assumere liquidi. Nella prima giornata, per non peggiorare la situazione è opportuno limitarsi a bere acqua e zucchero, tè al limone, l’acqua recuperata dalla bollitura del riso. Tutto ciò è utile per reidratare l’organismo oltre a un effetto astringente. I liquidi devono reintegrare quelli che si sono persi con la diarrea ad evitano il rischio di disidratazione, ossia la perdita di liquidi e sali minerali utili per il funzionamento del corpo. È anche possibile utilizzare soluzioni reidratanti vendute comunemente in farmacia che contengono sodio, potassio, cloro, bicarbonato, glucosio. Si può anche preparare a casa una soluzione reidratante composta da un litro d’acqua, 5 grammi di comune sale da cucina e 30 grammi di zucchero da cucina, è utile bere una tazza dopo ogni evacuazione. È opportuno evitare sostanze che stimolano la motilità intestinale e che irritano la mucosa dell’intestino quali caffè, alcol. Evitate anche le bevande dolci e gassate. Evitate le verdure a foglia verde, finocchi, pomodori, cavoli, zucchine, carciofi, fagiolini, legumi e alcuni tipi di frutta polposa come pesche, prugne, albicocche, uva, questi alimenti contengono molte fibre che a contatto con i liquidi intestinali si gonfiano aumentando la massa delle feci e riducendo il tempo di transito nell’intestino. Evitate il cioccolato che può irritare l’intestino, i piatti elaborati, ricchi di grassi, i dolci con panna e crema, i fritti. Il giorno successivo all’attacco di diarrea, si può cominciare ad assumere pasti leggeri e poveri di grassi e fibre come riso bollito, crema di riso, patate e carote lesse, mele crude, banane, si può proseguire successivamente con l’utilizzo di carne bianca e magra, pesce ai ferri o al vapore. Il latte e i suoi derivati si introdurranno per ultimi, quando il disturbo è terminato. Dopo 3 giorni ritornate a un alimentazione normale.

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