Una disciplina sportiva molto indicata a tale scopo è il nuoto, ma anche la palestra (esercizi eseguiti con i pesi) e l'attuale "body sculpt", una recente disciplina che consiste nell'eseguire, a tempo di musica e con l'ausilio di una fascia elastica che aumenta la resistenza, dei movimenti che hanno lo scopo di conferire tonicità alla parte superiore del corpo. L'ultima spiaggia in fatto di bellezza del seno è rappresentata dalla chirurgia estetica che è diventata sempre più sicura grazie all'impiego di materiali di ultima generazione che hanno un'ottima biocompatibilità e riducono al minimo il rischio di rigetto. Anche le cicatrici, che rappresentano gli esiti inevitabili di tali interventi, sono minime, lunghe al massimo 2 cm e quasi completamente invisibili. Con la chirurgia plastica oltre a modificare le dimensioni del proprio seno, è possibile applicare interventi di mastopessi, che consistono nel risollevare un seno troppo cadente. A parte la perdita di tono, un altro inestetismo del seno, sono le smagliature. Il trattamento migliore da attuare in questi casi è la prevenzione che consiste nell'abitudine a idratare e nutrire, sin dall'adolescenza, la pelle per mantenerla tonica e soda. E' bene, inoltre, evitare aumenti e cali repentini del peso corporeo che favoriscono la formazione di smagliature, soprattutto se per ragioni costituzionali abbiamo una cute sottile e delicata. Se la smagliatura è ormai formata bisogna interviene quando è ancora nella fase iniziale, cioè di colore rosso-bluastro. In questi casi peeling chimici ed abrasione meccanica con il laser danno scarsi risultati. Soddisfazioni maggiori si ottengono con la tecnica del rederma. Si tratta di una metodica che consiste nell'inoculare, lungo la smagliatuta, enzimi e frazioni proteiche che stimolano i fibroblasti a produrre elastina e collagene. A questo punto, dopo aver esposto alcuni consigli e semplici accorgimenti che aiutano a prevenire e porre rimedi ad alcuni inestetismi, ci sembra opportuno fornire alcune elementari linee-guida da seguire nella prevenzione e nella diagnosi precoce del cancro della mammella. L'autoesame del seno è sicuramente il miglior sistema per riuscire a formulare la diagnosi della patologia mammaria in fase precoce di malattia. La tecnica consiste nell'ispezione e nell'autopalpazione. In pratica, si dovrebbe consigliare di osservare allo specchio le due mammelle, sia con le braccia lungo il corpo sia sollevate, per visualizzare eventuali lievi alterazioni e formazioni del piano cutaneo (infossamento e/o retrazione cutanea, cute a buccia d'arancia, retrazioni, lesioni eczematose, ulcerazioni, flogosi del capezzolo). All'ispezione deve seguire la palpazione che deve essere eseguita in posizione supina con la mano controlaterale appoggiato a piatto sulla ghiandola, cercando di apprezzare eventuali nodularità. L'esame strumentale da eseguire, a scopo preventivo, è la mammografia che rappresenta l'esame di screening più idoneo da effetture a scadenza annuale o biannuale in donne di età superiore a 50 anni. Ancora controversa è l'opportunità di eseguire tale indagine diagnostica in età più giovanile (40-50 anni): secondo le più attuali linee-guida è opportuno sottoporsi a tale esame se si presentano anamnesticamente particolari fattori di rischio, quali familiarità per carcinoma della mammella, precedente neoplasia della mammella controlaterale, prolungato uso di estroprogestinici.

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