HPV: IL PAPILLOMA VIRUS
Il Papilloma virus è un virus che interessa la pelle, ma anche il tratto genitale. L'infezione è frequente e diffusa più di quanto si immagini: si stima che in Italia possa aver interessato circa 5 milioni di individui. Esso si trasmette per via sessuale e si manifesta in prima battuta sotto forma di "condiloma", una escrescenza che interessa i genitali esterni e più spesso le piccole labbra, in prossimità del vestibolo vaginale. Il condiloma, che istologicamente è costituito da tessuto malato, si cura asportandolo con l'azione vaporizzante del laser, con l'ausilio di un'ansa termica o dell'elettricità (elettrocauterizzazione), o con la crioterapia, tecniche che bruciano il tessuto malato. Ma questo agente virale ha un modo più subdolo di infettare le cellule. Esso può integrare il proprio DNA nel genoma della cellula ospite e indurre in essa dei cambiamenti che portano alla trasformazione tumorale della cellula stessa. Alcuni ceppi di HPV (16, 18 e 32), infatti, sono strettamente implicati nella genesi del tumore del collo dell'utero e secondo studi recenti si stima che siano presenti nel 99,7% dei tumori della cervice uterina. Altri fattori di rischio sono rappresentati da un elevato numero di partner sessuali, dalla promiscuità sessuale del compagno, dalle scarse condizioni di salute del sistema immunitario. Lo strumento diagnostico più vecchio per la diagnosi di trasformazione in senso tumorale delle cellule del collo dell'utero è il Pap-test, che consiste nel prelievo di alcune cellule di sfaldamento dai tessuti vaginali, nella loro colorazione specifica e nell'osservazione al microscopio. Purtroppo solo il 50% delle donne sessualmente attive si sottopone periodicamente a questo esame, eppure il carcinoma del collo dell'utero rappresenta il secondo tumore per ordine di frequenza nelle donne dopo il cancro mammario.
Il Pap-test riesce ad evidenziare eventuali cambiamenti nella morfologia cellulare che possano essere sospetti, ma è un esame che nel 20-40% dei casi può dare dei risultati falsamente negativi. Diventa quindi cruciale stabilire per tempo se una donna è candidata a sviluppare il tumore del collo uterino.







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