Vi è poi la dieta lactovegetariana che include frutta, verdura, cereali, legumi, latticini e i loro prodotti e quella latto-ovo-vegetariana che include anche le uova. Queste diete escludono ovviamente tutti i tipi di carne e pesce.
Vi sono poi i crudisti e i fruttariani.
Va rilevato che i vegetariani, avendo seguito un percorso culturale, etico, economico, ecologico ben radicato verso il rispetto della vita propria, di quella altrui e dell'ambiente che li circonda, essenzialmente non bevono alcolici (o li bevono in quantità modeste); non fumano, non fanno uso di droghe pesanti, seguono uno stile di vita legato al mantenimento del peso ragionevole e all'attività fisica.
Queste scelte riducono i fattori di rischio per la maggior parte dei tumori e delle malattie degenerative.
Anche la mortalità per problemi coronarici è inferiore nei vegetariani rispetto ai non vegetariani.
I livelli ematici di colesterolo totale e delle LDL (lipoproteine a bassa densità) sono normalmente più bassi nei vegetariani che non consumano latte, uova e derivati rispetto ai carnivori e latto-ovovegetariani. Ciò significa che i livelli di colesterolo variano anche nei vegetariani, con un basso livello nei vegani e con livelli normali o addirittura superiori alla norma dei lattoovovegetariani. Infatti, un eccessivo consumo di latte e formaggi, comporta cospicue assunzioni di grassi saturi e colesterolo con le relative conseguenze.
Alcuni studi hanno dimostrato una minore incidenza del cancro al colon e d'infarto del miocardio nei vegetariani, rispetto al resto della popolazione. Questo risultato può essere attribuito alle differenze dietetiche che prevedono una maggiore assunzione di fibre, minore assunzione di grassi totali, di grassi saturi, colesterolo e caffeina, maggiore assunzione di frutta e vegetali.



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