Metabolismo del ferro.
Il ferro assunto con la dieta, viene assorbito dall'intestino,
ne attraversa la parete e arriva nel sangue dove si lega a una
proteina chiamata transferrina. Questa proteina, trasporta il
ferro all'interno dell'organismo e lo cede alle strutture che
lo utilizzano come il midollo osseo per la produzione di globuli
rossi o agli organi di deposito, il fegato in particolare; se
c'è una necessità di ferro, esso viene liberato
dagli organi di deposito, si lega di nuovo alla transferrina che
lo trasporterà ai distretti che lo utilizzeranno. Una molecola
di transferrina possiede due siti capaci di legare il ferro, quindi
ogni molecola può legare due atomi di ferro, la totalità
dei siti di tutta la transferrina circolante, costituisce la "capacità
plasmatica totale di legare il ferro" (TIBC). Normalmente,
il 20-45% di questi siti sono legati al ferro, per cui una saturazione
della transferrina inferiore al 18% è indice di uno stato
carenziale di ferro, se è superiore al 50% indica uno sovraccarico
di ferro. La transferrina, cede il ferro a varie cellule, le cellule
del midollo osseo che lo utilizzeranno per produrre l'emoglobina
dei globuli rossi, le cellule del fegato che lo accumuleranno
come deposito, ecc..
Il ferro è depositato sotto forma di ferritina, essa è
una proteina che può contenere fino a 4500 atomi di ferro,
lo cede all'organismo a seconda delle esigenze. Una piccola quantità
di ferritina, è presente nel sangue, questa quantità,
è proporzionale a quella presente nei depositi, infatti,
un microgrammo/litro di ferritina corrisponde a circa 10 milligrammi
di ferro di deposito, quindi se i livelli di ferritina nel sangue
sono bassi, saranno bassi anche i livelli di ferro nei depositi,
se i livelli di ferritina sono alti, si è in presenza di
un sovraccarico di ferro. Nel midollo osseo, ogni secondo, si
producono 2 milioni di globuli rossi, da ciò, si comprende
come sia importante che al midollo giunga regolarmente un'adeguata
quantità di ferro.