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ANCORA
IN FATTO DI MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE
Avete mai sentito parlare dell'herpes genitale, dei condilomi, del trichomonas,
della clamydia? Gli specialisti le definiscono le "nuove" malattie a trasmissione
sessuale. Nuove non perché sconosciute fino ad ora, ma perché negli ultimi
anni hanno raggiunto picchi preoccupanti. Certo, non sono malattie mortali.
Ma sono fastidiose, a volte difficili da guarire e in grado di incidere
negativamente, per molto tempo, sulla normale vita sessuale. Per non parlare
delle conseguenze, anche gravi, a cui si va incontro se non sono curate
tempestivamente. Le donne rischiano di più. A rischiare di più, una volta
che l'infezione ha colpito, sono le donne. I motivi? Le mucose della vagina
sono più sensibili e permeabili rispetto alla cute del pene. Non solo:
l'apparato riproduttivo femminile, per la sua struttura, favorisce le
infezioni asintomatiche, capaci cioè di non dare sintomi rilevanti per
lunghi periodi. Un esempio eclatante: l'uomo, dopo essere venuto in contatto
con il batterio della clamydia, prova un forte dolore all'uretra nel giro
di pochi giorni, mentre la cervice femminile infettata può non dare alcun
tipo di disturbo. Se pensiamo che senza una terapia immediata il batterio
persiste indisturbato, non è difficile immaginare le conseguenze. La clamydia,
in particolare, può diffondersi all'utero e alle tube, causando un'infiammazione
pelvica e, in alcuni casi, addirittura sterilità. CONDILOMA Cos'è: l'infezione
è conosciuta anche con il termine di "creste di gallo" ed è dovuta al
Papilloma virus umano (Hpv). Delle oltre 30 varietà che colpiscono i genitali,
i più diffusi sono l'Hpv 6 e 11, che provocano i condilomi acuminati.
Sono fastidiosi ma non comportano gravi rischi. È invece pericolosa, per
la donna, l'infezione sostenuta dall'Hpv 16 e 18 che colpisce la cervice
uterina, perché può degenerare nel tumore del collo dell'utero.

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