LE REGOLE PER RISTRUTTURARE IL SOTTOTETTO

Sempre più spesso i solai e le mansarde sono sfruttati per ampliare lo spazio abitativo, anche grazie alle recenti agevolazioni.
Prima di iniziare i lavori rivolgetevi a un professionista in grado di seguire le operazioni progettuali e burocratiche, verificando i vincoli e le prescrizioni delle norme comunali.
La normativa varia a seconda della regione e del comune di appartenenza.
La regione Lombardia è stata la prima a emanare una legge in materia (è in vigore dal 1997), seguita da altre Regioni, come Marche, Basilicata, Emilia Romagna, Piemonte e, ultima in ordine di tempo, la regione Campania. Nel nuovo Regolamento Edilizio del Comune di Milano, in vigore da un paio di anni, il recupero dei sotto tetti a fini abitativi è equiparato a una forma di ristrutturazione.
La normativa, seppure con una serie di differenze locali, considera in genere abitabile un sotto tetto che abbia un’altezza utile media di cm 240 per i locali a uso abitazione (come cucina, soggiorno, camere), che scende a 220 cm per i cosiddetti spazi di servizio, come il bagno.
Questa dimensione viene calcolata dividendo il volume utile della parte di sottotetto la cui altezza superi l’altezza minima consentita (in Lombardia, per esempio, è pari a 150 cm) per tutta la superficie utile relativa.
Gli eventuali spazi di altezza inferiore al minimo possono essere chiusi da opere murarie o da arredi fissi (come armadi o ripostigli), non potendo essere adibiti a zona abitabile, ossia alla permanenza di persone.
In alcuni casi questi volumi possono anche essere aperti e trasformati in terrazzo.