Altre patologie che determinano una diminuzione di assorbimento di ferro sono: gastrite atrofica, sprue, morbo celiaco.
Manifestazioni cliniche: alcune manifestazioni sono comuni a tutte le anemie, esse sono: astenia, apatia, palpitazioni, a volte dispnea.
Oggi è molto più difficile osservare i segni che vedremo di seguito, essi si manifestavano più frequentemente in passato. Può essere presente una glossite che è caratterizzata da lingua arrossata, tumefatta, liscia, lucente e dolente, stomatite angolare che si può presentare con erosioni, dolenzia e gonfiore agli angoli della bocca, può verificarsi una gastrite atrofica con acloridria, coilonichia (unghie a forma di cucchiaio), nelle donne è comune la menorraggia, sintomo caratteristico della sideropenia è il picacismo, i pazienti manifestano un forte desiderio di sostanze come l’amido (amilofagia), il ghiaccio (pagofagia), l’argilla (geofagia).
Per i dati di laboratorio e la terapia si rimanda i lettori all’articolo sul ferro pubblicato nel mese di Marzo 2001.
Anemie megaloblastiche: Queste anemie sono caratterizzate da una difettosa sintesi di DNA, in questa situazione si rallenta la divisione delle cellule e la formazione del nucleo cellulare dove è presente il DNA. Tutto ciò che è al di fuori del nucleo ma all’interno della cellula (citoplasma), invece, si sviluppa normalmente, in questo modo le cellule tendono a essere molto grandi e sono distrutte eccessivamente a livello midollare dove avviene la loro produzione, si ha il fenomeno della eritropoiesi inefficace. La maggior parte di queste anemie è dovuta a carenza di Vitamina B12 e/o di folati.
Vitamina B12. La Vitamina B12 non è sintetizzata dall’organismo e deve essere introdotta con la dieta, la fonte principale è rappresentata da prodotti animali come carne e prodotti caseari. Il fabbisogno giornaliero minimo di vit. B12 è di è di circa 2,5 mg.. Nello stomaco la vit.B12 dei cibi si lega a una sostanza chiamata vettore gastrico R, questo complesso arriva nel duodeno dove viene di nuovo rilasciata la vit.B12 che si lega al fattore intrinseco, una sostanza prodotta dalle cellule parietali dello stomaco. Il complesso vit.B12-fattore intrinseco, resiste alla digestione e arriva fino all’ileo terminale (l’ultima parte dell’intestino tenue) dove sono presenti recettori specifici che la legano e ne rendono possibile l’assorbimento.

     
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