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TRATTAMENTO FARMACOLOGICO DELLE DISLIPIDEMIE.
La normalizzazione del quadro lipidico, in particolare dei livelli di
colesterolo, è diventata negli ultimi anni un obiettivo primario della
moderna medicina. Numerosi studi clinici hanno confermato, in modo inequivocabile,
la relazione tra colesterolo e malattie cardiovascolari. Si è osservato,
inoltre, che la normalizzazione dei livelli di colesterolo e trigliceridi
tramite norme dietetiche e terapia farmacologica sembra ridurre la mortalità
per cardiopatia ischemica. A contrastare l'effetto negativo del colesterolo
totale e dell' LDL-colesterolo sono i valori del cosiddetto "colesterolo
buono", cioè l' HDL, soprattutto se il suo dosaggio è superiore a 60
mg/dl. In base alle recenti linee-guida, internazionalmente riconosciute,
il valore di colesterolo del sangue in soggetti adulti al di sopra dei
20 anni deve essere il seguente:
* OTTIMALE: al di sotto di 200 mg/dl
* BORDERLINE: tra 200 e 240 mg/dl * ALTO: oltre i 240 mg/dl. Tuttavia
recentemente si raccomanda di valutare l'efficacia di un eventuale trattamento
dietetico-farmacologico valutando i valori di LDL-colesterolo piuttosto
che quelli di colesterolo totale. Per i livelli di LDL-colesterolo vanno
considerati i seguenti riferimenti generici:
* DESIDERABILE: al di sotto di 130 mg/dl
* BORDERLINE: tra 130 e 160 mg/dl
* ALTO RISCHIO: oltre i 160 mg/dl. Lo scopo del trattamento è quello
di abbassare i valori di LDL-colesterolo al di sotto di 160 mg/dl, ma
anche al di sotto di 130 mg/dl quando si sta valutando un paziente che
presenti altri fattori di rischio per malattie cardiovascolari (sesso
maschile, ipertensione, fumo, obesità, diabete, familiarità per malattie
vascolari). Il primo approccio terapeutico da applicare in questi pazienti
è di tipo alimentare. Il passaggio alla terapia farmacologia dovrà essere
valutato soltanto nel caso in cui, dopo sei mesi di stretta dieto-terapia,
i valori di LDL-coleterolo permangno oltre i livelli desiderati. Le
ipertrigliceridemie rispondono di solito molto bene alla dieta, che
dovrà essere priva di alcool, ipoglucidica (cioè a basso contenuto di
zuccheri). In particolare deve essere povera di zuccheri semplici (fruttosio)
o complessi (pane e pasta), poiché questi alimenti aumentano la sintesi
epatica di trigliceridi. Deve essere, inoltre, povera di grassi.