Infiammazioni,
infezioni e intimità.
L'apparato riproduttore femminile è spesso soggetto ad "ammalarsi".
Le nostre parti intime ci parlano nel loro linguaggio di segni e sintomi,
sta a noi riconoscerli e curarli. Ma ancor prima sta a noi prenderci
cura di noi stesse, evitando di turbare con abitudini di vita poco attente
o promiscue, i delicati equilibri che sono alla base della nostra salute.
Spesso, infatti, i fastidi ginecologici sono espressione di irritazioni
cosiddette "aspecifiche", ossia non causate da agenti patogeni, ma semplicemente
dovute ad alterazioni di naturali barriere difensive e dell'equilibrio
esistente a livello vulvare e vaginale. In questo caso il prurito vulvare,
gli arrossamenti, il dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia),
l'aumento delle secrezioni vaginali e cambiamenti nella consistenza
e negli odori di queste ultime possono essere dovuti semplicemente all'uso
di detergenti troppo aggressivi, di biancheria intima poco adatta e
così di seguito. Ecco alcune regole elementari per evitare di nuocere
a noi stesse e mantenere una perfetta salute delle nostre parti intime,
presupposto indispensabile per una vita sessuale sicura, serena e appagante:
- scelta dei detergenti intimi: a livello vaginale e vulvare noi ospitiamo
un batterio non patogeno, il Lattobacillo di Doderlein, che metabolizza
il glicogeno (uno zucchero) che si sfalda dalle cellule morte delle
nostre parti intime, producendo un abbassamento del pH di queste zone
anatomiche. Per questo motivo il pH vaginale ottimale è compreso tra
3,5 e 4,5, ed è questa acidità dell'ambiente che ci protegge, impedendo
a germi patogeni eventualmente presenti di prendere il sopravvento e
produrre una infezione attiva, ossia una malattia. Detergenti che non
sono specifici per parti intime risultano spesso troppo aggressivi,
producendo un innalzamento del pH direttamente o aggredendo il lattobacillo,
e ci espongono più facilmente alle infezioni ginecologiche. - Scelta
della biancheria intima: a meno che non si tratti di una serata galante,
dovremmo accordare la nostra preferenza a indumenti non troppo stretti
o aderenti, e a biancheria intima di cotone, non operata e non colorata.
Questo perché l'uso di abiti troppo aderenti o sintetici produce un
aumento della temperatura vulvare e vaginale, favorendo tanto le infiammazioni
aspecifiche, quanto le infezioni. Inoltre, l'uso di biancheria intima
operata insieme a indumenti stretti può produrre microtraumatismi durante
il frizionamento che si ha compiendo i movimenti anche più naturali,
e dare così delle piccolissime lesioni a livello delle mucose, attraverso
cui i patogeni possono produrre malattia.